Storie di agricoltori

Fratelli Giacobbe

Agricoltori
La Video Storia dei Fratelli Giacobbe

LA TRANSUMANZA DEL GRANO: DALL’IRPINIA ALLA MAREMMA, DALLA MAREMMA ALL’IRPINIA

Rocco, Benito, Nico e Sandro sono fratelli. Figli di Franco, nati e cresciuti in Irpinia, a Flumeri, il Paese del giglio di San Rocco, oggi sono proprietari di un’azienda agricola a Gavorrano, nel cuore della Maremma. Il loro legame con la terra natia è qualcosa di indissolubile che si alimenta della fatica nei campi, dell’amore per quel grano che proprio dall’Irpinia hanno importato in questa terra tanto lontana e diversa e che in Irpinia torna, nella loro Flumeri dove sorge il pastificio De Matteis: è la transumanza del grano duro: dall’Irpinia alla Maremma, dalla Maremma all’Irpinia.

Lavoriamo insieme da quando siamo nati, per noi l'unione fa la forza, sempre. Il confronto tra noi porta a decisioni più ragionate. E anche se si sbaglia, in 4 si risolvono tutti i problemi. Da soli non si è nessuno, in quattro si è una forza. E' una cosa che va prima capita e poi applicata. Quando c'è cooperazione si diventa grandi. Nostro padre e nostra madre ci hanno insegnato a lavorare insieme e a rispettarci.

Non è facile mettere d'accordo 4 teste, ma quando c'è passione e quando credi in quello che fai un accordo lo si trova sempre. Il 28 agosto del '98 abbiamo visto per la prima volta la nostra azienda, a novembre abbiamo firmato l'atto di compravendita.

La passione parte da nostro padre, che era appassionato della Toscana. I primi anni è stata difficile: eravamo all'università, dovevamo ambientarci nel contesto superando la diffidenza iniziale dei maremmani. Oramai, dopo 16 anni, ci sentiamo integrati. E poi c’è papà che ci sorveglia. Ci consiglia. Ci sprona. E' grazie a lui che siamo diventati imprenditori di una bella realtà di cui siamo orgogliosi. E cerchiamo di crescere ancora, cerchiamo di migliorarci.

Nostro padre ci ha insegnato anche la cautela, mai fare il passo più lungo della gamba. Siamo un'azienda sana, rispettata, siamo considerati persone affidabili. Uno degli insegnamenti di nostro padre è che la parola è la cosa più importante, oggi è raro trovare persone che mantengono la parola data e non si tirano indietro.

Ho 76 anni, quando decisi di venire qui avevo necessità di andare avanti, nell'aria si sentiva vento di cambiamento.

Nel '76 comprai una mietitrebbiatrice, da Flumeri arrivavo in Puglia e così mi sono ripagato la spesa del macchinario. Il valore che ho trasmesso ai miei figli è quello di rimboccarsi le maniche e arrivare fino in fondo alle scelte, senza farsi scoraggiare dagli ostacoli

Il segreto è l’unità della famiglia ed è questo il vero miracolo compiuto da Franco:

Il rapporto in famiglia deve essere trasparente, onesto e aperto al dialogo. Tra di loro sono sempre andati d’accordo, non sono mai intervenuto per moderare una discussione. Intervengo più per contenere i loro investimenti, le attrezzature costano moltissimo e dico loro di essere prudenti.

La tecnologia e l'innovazione ormai sono necessari all'agricoltura moderna e questo non lo posso negare. A volte però rimpiango la semplicità delle macchine di una volta: se c'era un problema bastava un meccanico. Queste macchine così sofisticate, invece, richiedono l'ingegnere.

Franco ha l’Irpinia che gli scorre nel sangue, il suo rapporto con Flumeri, con la Valle d’Ufita, è viscerale e ce ne rendiamo immediatamente conto:

Per noi è importante conferire il grano che produciamo al pastificio. E' un modo per contribuire: l’Irpinia sta soffrendo una profonda crisi a causa della chiusura di industrie che davano molti posti di lavoro.

Sapere che un pastificio può garantire posti di lavoro per me è importante. Finché non avevo acciacchi tornavo a Flumeri 2 volte al mese, ora ci vado più raramente.

Arriva il turno di Rocco:

Mio padre e mia madre, secondo me, mi hanno concepito sulla mietitrebbiatrice, e il grano viene trebbiato solo da me, nessuno dei miei fratelli è autorizzato a sostituirmi. Quando avevamo la vecchia macchina qualcuno di loro riusciva a usarla a mia insaputa, ora non succede più…

E Benito conferma:

Secondo me la qualità della granella è superiore per merito di Rocco. Lui ci sa fare con i chicchi: restano sani, di un bel colore, sa registrare bene il mezzo per non sciupare il grano.

La morfologia di questi luoghi è molto simile all'Irpinia, anche se qui c'è una cultura diversa del territorio. La terra è molto difficile da coltivare: dal punto di vista agronomico non c'è la stessa fertilità, essendo terreni paludosi bonificati. Un detto maremmano dice "In un anno diventi ricco, in sei mesi muori". E' una terra ostile, che ti logora. Ma è anche molto ricca: c'è un microclima in cui convivono ulivi, cipressi, macchia mediterranea, mare, colline. E' un paesaggio unico nel vero senso della parola.

Una volta mia moglie – ci racconta Benito – si trovò a parlare, a Firenze, con un professore universitario che sosteneva che la pasta ormai non è più tracciabile come italiana. Mia moglie lo contraddisse dicendogli con orgoglio "Posso assicurarglielo, esiste. E lo so perché mio marito è un produttore grano 100% Italiano, la pasta è Armando e la trova nei migliori negozi."...

Chi assaggia Pasta Armando qui nel nostro agriturismo se ne innamora, quando trovano dei punti vendita vicino casa loro ci scrivono per condividere questa scoperta, sono contenti di continuare ad apprezzarla. La pasta rimane al dente, è tenace. E questo accade perché è un mix tra glutine, proteine e Italia.

E' 100% grano Italiano, e questo fa la differenza. La semola viene fatta nello stabilimento, non arriva nelle fabbriche già trasformata. E poi c'è anche il merito del "Mastro Pastaio”, c'è la trafilatura al bronzo, sono tutte cose che si sentono, che fanno la differenza.

Tutti questi fattori influiscono e rendono la pasta buona. Resta però il fatto che la materia prima è il grano. E non un grano qualunque. E' il nostro grano, è quello che produciamo noi. Il migliore.

Noi dobbiamo competere col grano canadese, che è anch'esso di eccezionale qualità ma non è a chilometro zero. E questo è importante: il grano canadese fa un lungo viaggio per arrivare in Italia, resta nelle stive per tanto tempo, deve essere trattato per mantenersi. A volte restano nei porti per moltissimo tempo, per controllare il prezzo del mercato.

Una competizione impossibile da sostenere nella misura in cui l’orizzonte resta quello della quantità, ma nel momento in cui si capovolge l’ordine delle priorità, nel momento in cui si afferma il primato della qualità, allora tutto cambia:

Il contratto Grano Armando è un contratto che offre garanzie: nel contratto di filiera ci devono essere tutte le parti e l'agricoltore è "protetto", ha una sicurezza. La sfida di Grano Armando era quella di fare un prodotto di alta qualità sfidando la concorrenza impietosa che fa guerra con il prezzo. E riuscire a creare questo prodotto per me è una soddisfazione, e sapere che lo fai per i tuoi figli, sapere cosa i tuoi figli mangiano, è una soddisfazione in più. Grazie all'esperienza che abbiamo, siamo riusciti ad abbattere i costi facendo leva su di un parco macchine ed una forza lavoro che ci permettono di contenere l'investimento.

Siamo i produttori più lontani geograficamente dal Pastificio ma siamo quelli più legati alla filiera da un punto di vista emotivo: non dimentichiamo mai da dove veniamo, le nostre origini. Il pastificio De Matteis è una bella realtà dei nostri luoghi di origine e siamo orgogliosi di essere parte di questa filiera, contribuiamo affinché il pastificio continui a produrre pasta d'eccellenza, e a rendere orgogliosa la nostra terra. Io dico sempre ai miei piccoli: noi veniamo dall'Irpinia. Poi siamo anche cittadini del mondo, ma non dimentichiamo mai da dove veniamo, e il nostro contributo è un dovere morale prima che una scelta imprenditoriale.

Un nuovo modello di sviluppo con il cuore antico: valori contadini e cooperazione. La migliore pasta nasce da legami forti con gli agricoltori che aderiscono al PATTO CON ARMANDO, si alimenta di azioni di valore perché è fatta senza mai dimenticare il valore del lavoro, la qualità delle materie prime e la salvaguardia dell’ambiente. Perché ad accordi da firmare ARMANDO preferisce Patti da stringere.

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