Storie di agricoltori

Enzo Suriani

Agricoltore
La Video Storia di Enzo

IL GRANO DI ENZO, TRA I COLORI DI ATESSA

Enzo Suriani è un giovane imprenditore agricolo di Atessa, in provincia di Chieti, in quell’Abruzzo cantato da D’Annunzio, una terra forte e gentile, ricca di colori, una terra generosa ed ostinata che dà un grano eccezionale. Enzo è nato lì, tra quei colori e quei paesaggi, ed è lì che ha imparato da suo padre l’arte della fatica ed il coraggio di sognare.

Io ho un pregio a livello mondiale: ho lavorato 30 anni per 16 ore al giorno. A volte anche 24. Facevo raccolta latte, mi alzavo alle 5 e rientravo all'una, dopo pranzo mi dedicavo al lavoro in azienda. Avrei potuto entrare nelle Poste o fare un lavoro statale, all'epoca ne avevo la possibilità.

Ma non mi è mai piaciuto, non era quella la vita che volevo. Enzo è un grande lavoratore, quando arriva la mietitura comincia alle 5 di mattina e finisce a mezzanotte. È un grande lavoratore ma ha un gran difetto: ha la mano larga. Compra, compra, compra.. Io lo aiuto con la parte più commerciale e con la contabilità, ma non mi chiedere di salire sulla mietitrebbiatrice nuova, tutti buttoni e buttunelli, tutta elettronica.

L'agricoltura è cambiata e io non ce la faccio a stare dietro ai cambiamenti. Ad esempio, ha speso un sacco di soldi per questa macchina…

Ed Enzo conferma:

L'ho presa 20 giorni fa. Stiamo ultimando il montaggio con gli optional. Ogni giorno viene il meccanico e montiamo i vari pezzi. E' un lavoro lungo. Che Dio ce la mandi buona, speriamo che la macchina parta presto.

E' supertecnologica. Grande, potente, innovativa, con una barra retraibile per la circolazione su strada, così non abbiamo i grattacapi di montare e smontare. Permette di viaggiare e di lavorare in sicurezza.

E' una macchina da raccolta: miete il grano, lo separa, raccoglie la granella in un serbatoio che poi lo trasferisce nel camion che lo porta nei depositi.

Ma quello di Enzo non è un difetto, anzi. È il coraggio di un imprenditore consapevole del tempo che vive, di un uomo che sa dove vuole andare, cosciente del cammino che deve compiere per realizzare il suo sogno:

Bisogna stare al passo con i tempi. L'agricoltura di 40 anni fa oggi non è più applicabile. Dobbiamo affrontare la concorrenza, dobbiamo rispettare le norme sulla sicurezza, dobbiamo produrre sempre di più con orari sempre più estenuanti. Il mio obiettivo è quello di continuare a crescere, è quello di salvaguardare la famiglia per garantirle un futuro.

Un sogno mio è avere un'azienda tutta di proprietà, arrivare a un futuro con una buona estensione di suolo. Guadagnato con il sudore, pian piano, frutto di lavoro costante e paziente nei campi. I sogni sono sogni, non si sa dove ti portano: non so dove mi porteranno i miei, ma spero molto lontano...

Parole dolci per le orecchie di un padre che vede nelle mani di suo figlio la continuità di quel che ha seminato in una vita:

Lavorare in proprio garantisce il controllo della resa sul lavoro, senza confrontarsi con altri colleghi che tendono a fare il meno possibile. Gli orari di lavoro devono essere flessibili, non possono essere scanditi da momenti lunghi di riposo. C'è il tempo di pranzare e di fare una pausa, ma gli orari in agricoltura dipendono da quello che c'è da fare, la natura non si adegua ai nostri ritmi ma il contrario.

Ci sono dei giorni in cui il lavoro è pressante. La giornata tipo inizia alle 5 del mattino. Si parte col preparare la mietitrebbiatrice prima di andare nei campi: rifornimento, ingrassaggio, pulizia e si arriva nei campi intorno alle sette di mattina. Si rientra la sera alle undici o a mezzanotte.

A volte può succedere che devi rientrare prima per risolvere un problema tecnico in officina, lavorando tutta la notte per tornare sui campi il mattino successivo, senza riposare nemmeno un'ora.


Le incognite sono legate al tempo, devi rincorrerlo e fare il raccolto nel più breve tempo possibile. Anche le condizioni climatiche incidono moltissimo.Questa è un'area vocata per il grano duro e tenero (negli ultimi 30 anni siamo passati prevalentemente al duro). Il grano è favoloso: proteine, qualità, quantità e tutto questo grazie al tipo di terreno argilloso. Però questo terreno è una brutta bestia: devi lavorarlo quando decide lui, non puoi decidere tu. In dialetto si dice "il mal del piede". È come una persona: ha le sue esigenze e i suoi tempi. Ha bisogno di riposare e di essere rinvigorito al momento giusto. Lo si deve lavorare adagio, con cura. Si prepara per la semina, poi si semina, poi si fanno i solchetti per farlo respirare. Insomma, noi facciamo il lavoro che dobbiamo, ce la mettiamo tutta.

C'è poi il padreterno che comanda al 99%: se vuole ci fa raccogliere, se non vuole...

Ma quella passione e quell’amore nascono da lontano, prendono forma e vita quando tutto ancora è un gioco. Enzo lo sa e per questo si sente privilegiato:

La passione viene da piccolo, quando si tornava da scuola, si buttava lo zaino in un angolo e anziché pensare ai compiti si andava nei campi. A sei anni aravo con il cingolato, ero un po' incosciente.

L'essere agricoltore o ce l'hai nel sangue o non lo potrai mai fare. Richiede impegno e passione, se non ce li hai sei rovinato. Mi piace fare l'agricoltore, non fosse altro che per questi colori: dall'arido dell'aratura con i campi desertici e neri, fino a marzo, al risveglio della natura, fino al giallo dorato della maturazione a giugno.

Lì sembra un po' che il ciclo è chiuso, avverto sempre un po' di malinconia. Ma poi ricomincia un altro ciclo. Il sogno si sviluppa pian piano: da bambino portare il trattore era un gioco, giocavi a fare il grande. Oggi è il mio lavoro, il lavoro più bello del mondo

Un lavoro non più faticoso come un tempo ma per certi versi più complicato, perché il progresso ha sempre un prezzo:

Con l'uso delle macchine e con l'innovazione riusciamo a fare il lavoro con minore sforzo fisico. d'altra parte gli investimenti richiesti sono molto alti e devi lavorare con ritmi sempre più serrati per rientrarne. Il grano non è faticoso ma richiede investimento.

Ad agosto si parte con l'aratura e quindi abbiamo spese di manutenzione delle macchine, gasolio, dobbiamo fare in modo che queste spese siano proporzionali al tempo che dedichiamo a completare le operazioni: macchine potenti e tanti ettari al giorno da coprire. Dopo c'è la preparazione del letto di semina con il concime di fondo, poi la semina vera e propria, segue una buona concimazione a base di azoto, il diserbo con prodotti specifici, poi il fungicida, quindi un altro passaggio di concime, a volte si deve fare un secondo passaggio di fungicida e i prezzi sono piuttosto cospicui.

A volte non basta un anno per rientrare dell'investimento.

Ma poi c’è l’altra faccia della medaglia, c’è la poesia della ricompensa che per chi come Enzo vive di quella passione e di quell’amore non si risolve nei numeri:

La soddisfazione più bella è pensare che il mio grano rimane in Italia e viene mangiato dal popolo italiano. Per questo mi piace il Progetto Grano Armando: è una cosa ben diversa rispetto al mangiare una pasta prodotta con un grano proveniente dall'estero.

Quando Enzo parla del Patto Armando gli si illuminano gli occhi, si sente parte di questa avventura:

L'anno scorso abbiamo prodotto 42 quintali per ettaro, che è davvero una bella quantità, sono soddisfatto. Considerando che abbiamo terreni argillosi e salmastri, per me è un gran traguardo. Ringraziando il cielo ottengo anche la percentuale massima di proteine. Il progetto spero che venga ulteriormente sviluppato.

Avere un prezzo che dipende esclusivamente dal mercato non ci garantisce di rientrare dell'investimento necessario a produrre grano di ottima qualità. Con il contratto di filiera invece abbiamo la certezza del minimo garantito, che aiuta tanto. Certo, se non abbiamo la quantità, non è certo colpa di Armando o del contratto di filiera. In più se raggiungiamo un'eccezionale qualità abbiamo dei premi. Il futuro dell'agricoltura è negli accordi di filiera.

Un nuovo modello di sviluppo con il cuore antico: valori contadini e cooperazione. La migliore pasta nasce da legami forti con gli agricoltori che aderiscono al PATTO CON ARMANDO, si alimenta di azioni di valore perché è fatta senza mai dimenticare il valore del lavoro, la qualità delle materie prime e la salvaguardia dell’ambiente. Perché ad accordi da firmare ARMANDO preferisce Patti da stringere.

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